LA BELLA E LA BESTIA (1991)

 I fiori, quando sono nel pieno della fioritura, sanno essere così belli, colorati, vivaci e pieni di vita. Poi arriva l’inverno. I colori sbiadiscono, i petali cadono e la bellezza di un tempo va sfumando. Questo atroce destino colpisce anche il più bello dei fiori, la rosa. Ma cosa può valere una semplice rosa quando si possiede tutto?  Esiste un piccolo paesino in Francia in cui i giorni si ripetono uguali agli altri, dove la gente è sempre la stessa, non cambia mai! Tutti uguali. Tutti. Tranne una ragazza. Belle. I suoi occhi posano sempre tra le pagine di un libro. La sua mente così lontana viaggia tra posti esotici, battaglie, incantesimi e principi misteriosi. Costretta a vivere insieme a suo padre, un inventore, in quel villaggio. Sognare è tutto ciò che le rimane per fuggire da una realtà che non le appartiene. Improvvisamente e inaspettatamente andrà incontro al suo destino. Catapultata in un castello dove fuori permane un inverno eterno. Prigioniera di una bestia dal cuore di ghiaccio. Tutto questo per colpa di una semplice rosa e di un principe che la rifiutò come dono. Era la notte degli Oscar del 1992 quando un film d’animazione scrisse la storia del cinema e in particolare degli Oscar.  “La bella e la bestia". Candidato a tre premi tra cui come miglior film! L’Oscar non lo vinse. Fu battuto dal terrificante e indimenticabile “Il silenzio degli innocenti”. Rimarrà per sempre come il primo film d’animazione in assoluto candidato come miglior film. Appartenente al “Rinascimento Disney” aperto nel 1989 dalla “Sirenetta” e concluso nel 1999 da “Tarzan”. Il Rinascimento fu quel periodo che vide la Disney al suo apice con opere rivoluzionarie, sempre alla ricerca della perfezione dove molti artisti poterono affermarsi. La grande rivoluzione riguardante “La bella e la bestia” è contenuta nella famosa scena della sala di ballo. La sala venne creata in tre dimensioni al computer, successivamente vennero integrati i due protagonisti disegnati, infine tramite l’uso del computer si poteva simulare un movimento libero di camera con riprese in movimento e dall’alto dando a noi spettatori l’idea di volare. Oggigiorno può sembrare una sciocchezza perché ormai siamo abituati a qualsiasi cosa ma, all’epoca fu una grande innovazione! Inoltre, questa particolare scena per gli animatori era considerata molto importante perché doveva essere un omaggio ad Howard Ashman. Colpito da una grave malattia, la troupe si trasferì a casa sua per la composizione della canzone “La Bella e la Bestia” ma, a causa di essa non riuscirà mai a vedere la fine del film. Per questo motivo la scena del ballo non doveva essere solo bella, ma perfetta! Successivamente la colonna sonora da lui composta e la canzone vinsero entrambi i premi Oscar. Come tanti classici Disney anche “La bella e la bestia” è tratta da un libro di cui si associano i nomi di ben due autrici. Gabrielle Suzanne Barbot de Villeneuve fu la prima a pubblicare nel 1740 un libro dal titolo “La bella e la bestia”. Nel 1756 Jeanne-Marie Le Prince de Beaumont pubblicò la versione che conosciamo tutti. Ridusse la storia originale trasformandola in una favola classica con un intento più educativo. L’opera della Beaumont ispirò adattamenti teatrali, musicali e lirici arrivando ad influenzare il panorama cinematografico con vari adattamenti. Il primo quello del 1946 di Jean Cocteau. L’indimenticabile quello del 1991!  Seppur distante per molti aspetti dalla storia della Beaumont non è invecchiato di un giorno. Merito forse delle bellissime canzoni come quella citata o la mia preferita “Stia con noi”. Merito anche dei divertenti e caratteristici personaggi secondari, come ci si può dimenticare di Tockins, Lumiere o mrs Brick? Merito di una storia e di una morale immortale. Mai giudicare un libro (una persona) dalla copertina (dall’aspetto) non puoi mai sapere la storia che custodisce.

Perché guardarlo?
Oltre ai motivi che ho scritto finora mi verrebbe da dire quale stagione migliore per vedere un film ambientato in pieno inverno quando anche qui siamo in pieno inverno? Quindi copertina, una tazza di tè in mano, buio in sala e “sssh è partito!”

Arrivata qui alla fine ci tenevo tanto a ringraziare l’Associazione Gruppo Famiglie Dravet perché ormai è da un anno che scrivo "I consigli di Marty". In particolare, ci tengo a ringraziare Simona l’ex Presidente dell’Associazione perché è lei che ha avuto l’idea, sentendomi parlare per 3 giorni a Lucca di film, anche a colazione! Ringrazio tanto Vania che mi vuole ancora bene nonostante le mandi sempre le recensioni in ritardo! Ringrazio Gabriele attuale Presidente dell’Associazione che è lui ad occuparsi di tutti i post e ultima ma non per importanza ringrazio tantissimo te mamma che mi sei stata sempre vicino anche quando pensavo di non farcela e mi dai sempre la forza e la carica per andare avanti.