LA TEORIA DEL TUTTO (2014)

Due ragazzi si incontrano per la prima volta entrambi viaggiatori del tempo perduto. Una mano trema. Tutto cade, una tazza, una penna, un ragazzo. Tutto si fa grigio, tutto si fa buio. Stephen è il nome del ragazzo, ha una malattia gli dicono, a 21 anni ha solo 2 anni di vita. Jane, la ragazza che incontrò per la prima volta gli prese la mano, promettendogli che sarebbe stata al suo fianco fino alla fine. Il film tratto dal libro “Verso l’infinito” scritto da Jane Wilde compagna e moglie di Stephen Hawking per 25 anni, racconta della loro storia d’amore e di vita da quando si sono conosciuti per la prima volta all’Università di Cambridge nel lontano 1963 e di come abbia rinunciato a tutto pur di stare al suo fianco. Un sorriso storto, un grazie sussurrato, momenti di vita, questo è ciò che ci rimane de “La teoria del Tutto”. La macchina da presa di James Marsh riesce a catturare quei momenti intimi, fragili e toccanti tra i due protagonisti dove anche un semplice “Grazie” fa venire i brividi. La macchina da presa avrà sicuramente fatto il suo lavoro, ma se fa venire la pelle d’oca un semplice “grazie” è anche merito della recitazione e interpretazione degli attori protagonisti Felicity Jones e Eddie Redmayne rispettivamente nella parte di Jane Wilde e di Stephen Hawking, in cui sono riusciti a creare una sintonia perfetta. Gli attori, entrambi candidati all’Oscar nel 2015, hanno avuto l’onore di conoscere dal vivo la vera Jane Wilde e il vero Stephen Hawking. Memorabile l’eccezionale performance di Eddie Redmayne che per interiorizzare e vestire i problemi della malattia che colpì il professor Hawking, andò a visitare alcune cliniche che ospitavano persone affette dalla stessa patologia. Rese la sua interpretazione talmente realistica da vincere nel 2015 l’Oscar come miglior attore protagonista. Lo stesso Hawking in un’intervista, riguardo la parte di Eddie Redmayne, disse che gli pareva di vedere sé stesso. Dimostrare con un'unica singola equazione che il tempo ha avuto un inizio, un’unica semplice ed elegante equazione per spiegare tutto. Forse l’enigma dell’Universo può essere risolto con una singola equazione, forse, ma all’enigma della vita non esistono equazioni che possono rispondere ai suoi misteri, non c’è una risposta a tutto, la vita e il destino sono giocatori invisibili, sono dadi nascosti ai confini dell’Universo che nessuno è destinato a trovare. Forse non dobbiamo soffermarci su ciò che non possiamo avere dimenticandoci di vivere, dovremmo semplicemente vivere appieno la vita, assaporando tutti i suoi profumi, sapori, colori, suoni che fanno parte di essa. Nelle scorse recensioni vi ho già parlato della diversità, ma in questo film si parla (anche) di un argomento più specifico ovvero la disabilità. Un termine che non mi piace perché dal mio punto di vista sembra quasi un insulto verso le persone che non sono “normali”. Solo perché ci sono delle difficoltà non significa che siano persone non abili anzi, credo che siano più abili, intelligenti e sensibili di tante altre che vivono in questo mondo, semplicemente perché sanno cosa vuol dire vivere. Cambiate il vostro sguardo, “guardate le stelle invece dei vostri piedi!” (cit Stephen Hawking). Jane la ragazza dei libri e Stephen il ragazzo delle stelle furono l’unione del tempo dei libri e del tempo della scienza; così come nello spazio profondo dove una stella più grande del Sole collassa su sé stessa fino a essere un puntino, lì spazio e tempo si incontrano, abbattendo ogni limite e confine. Loro furono quella singolarità spazio-temporale (l’unione tra spazio e tempo) che insieme hanno abbattuto ogni limite e confine. Perché, se non esistono confini tra spazio e tempo, dovrebbero essercene agli sforzi umani? “Dovrebbe esserci qualcosa di molto speciale nelle condizioni al confine dell’universo e cosa può essere più speciale che l’assenza di confini? E non dovrebbero esserci confini agli sforzi umani. Noi siamo tutti diversi. Per quanto brutta possa sembrarci la vita c’è sempre qualcosa che uno può fare e con successo, perché finché c’è vita c’è speranza”. Cit Stephen Hawking. Credo che abbiate capito i vari motivi per cui ve lo consiglio è un film che non è semplicemente basato su una storia di un uomo e della sua compagna che l’ha sempre sostenuto è un film pieno di umanità e grandezza come i protagonisti di questo film. Se siete dei giovani lettori (sui 12 anni) e vi incuriosisce lo spazio e i suoi misteri vi consiglio la lettura del libro “La chiave segreta per l’universo” scritto da Stephen insieme a sua figlia Lucy, primo della collana che racchiude in tutto 4 libri. Quindi ora non mi resta che augurarvi una buona visione e per non sbagliare preparate i fazzoletti.