Eclissi

Storia scritta da Emiliano Pellegrini

Questo racconto è stato scritto da Emiliano Pellegrini

ECLISSI

20 Marzo 2015. Le 5:40 suona la sveglia, scendo dal letto ma già intuisco che sarà una lunga giornata, sono già stanco, svogliato, con l'acqua fredda mi lavo il viso, passare da caldo a freddo in un attimo mi da la scossa per svegliarmi definitivamente, daltronde anche i romani nelle loro terme avevano intuito i benefici di questi sbalzi di temperatura creando appunto i tre ambienti adeguati, calidario, tepidario e frigidario.Mi guardo allo specchio con i capelli arruffati e mi dico: “Non ce la faccio, menomale è Venerdì!”Scendo e inizio la mia routine, il cielo non è del tutto buio, segno che il sole a breve farà il suo ingresso anche in questa giornata, ma io continuo a trascinarmi, mi metto le mani in volto e penso a come mi sia svegliato male, con la luna storta si direbbe! Tra un caffè e un cappuccino arrivano i giornali, sfoglio le prime pagine rapidamente, tanto parlano di politica o meglio di quello che ci vogliono far credere sia politico, i sotterfugi non li riportano i quotidiani, subito dopo ci sono i fatti di cronaca con delitti, aggressioni, no no saltare subito anche questo che intristisce di prima mattina, ecco ora da pagina 20 iniziano le curiosità dal mondo e in caratteri cubitali leggo: Eclissi record, il Sole diventa nero”. Ecco perchè mi sono svegliato male, oggi letteralmente la Luna è storta, tornato il buon umore mi prodigo per trovare un vetro scuro da saldatore, l'eclissi inizierà alle 9:30 ho due ore di tempo per cercarlo, cosìc hiedo un po' a tutti e tempo poco me ne arriva uno nuovo con su scritto “Athermal10A 1 DIN”, non so cosa voglia dire e neanche chi me lo aveva portato lo sapeva, ma era sicuro che fosse adatto per l'eclissi, in effetti scuro è scuro.E' giunta l'ora e così mi precipito in strada e punto lo sguardo verso il sole, si vede la figura della Luna che si sovrappone, uno spettacolo, resto incantato a guardare e intanto un capannello di persone ordinatamente stavano intorno a me, pronti ad usufruire della mia lente. La luce del Sole si era attenuata, non essendo perfettamente allineati con il cono d'ombra della luna, stavamo vivendo la penombra e nell'aria si notava benissimo questo stato di offuscamento, stranamente non c'erano neanche rumori ormai consoni alle mattinate, Oliver il cane difronte a me era stranamente accucciato e in silenzio, lui che abbaia contro il mondo intero e anche il Merlo che risiede sull'ulivo qui accanto era taciturno, l'unico rumore che non si ferma mai è quello delle macchine che sfrecciano avanti e indietro, sensibili solo al livello della benzina nei serbatoi. L'eclissi di Sole, avvenuta proprio il giorno dell'equinozio di primavera, l'unica volta in 200 anni, si narra che gli eclissi avessero un alone di mistero e magia, infatti nel medioevo ma anche molto prima si pensava che l'oscuramento del Sole fosse premonitore di eventi catastrofici e di malaugurio dato che viene sottratta energia per la Terra, ma ormai siamo tutti super tecnologici e a queste dicerie non ci crede più nessuno. Ma qualche fondo di verità, come in ogni storia mitica, esiste perchè propriodurante l'eclissi ogni essere vivente privo di maschere societarie come le nostre, ha comportamenti inconsueti e a riprova anche Gabriele che è un bimbo epilettico subisce la mancanza di energia, scatenando una serie di crisi che lo costringono al ricovero. A mezzogiorno la fase è ormai passata e il Sole splende con tutta la sua luce nel centro del nostro cielo, Oliver abbaia come al suo solito e il Merlo raspa nei vasi alla ricerca di qualcosa di gustoso da mangiare. E' primavera e allora immancabile è il giretto in moto, senza meta ma chissà come mai vado sempre a finire al santuario profano marchiato HD, l'escursione è servita per fare un check up dato che il sabato sono ospite a cena dell'associazione Famiglie Dravet, che si occupano appunto dei bambini malati di epilessia come Gabry. E infatti eccoci pronti, scendiamo dalle macchine perchè il tempo ci ha messo l'acquacontro, ma il nostro abbigliamento è consono al nostro brend, anelli, catene e gilet sulle spalle, ci guardano tutti sorpresi, non ci aspettavano, ma i bambini ci vengonoi ncontro meravigliati e curiosi come tutti gli altri nel mondo. Anche i genitori iniziano a rompere gli indugi e ci avvicinano, iniziano a chiederci da dove veniamo e altri già ringraziano della piccola donazione fatta con From Rider to Biker, il mio primo libro. Insomma iniziamo a socializzare parlando un po' di tutto, ma soprattutto ascoltando questi genitori che sono li riuniti da tutta Italia per non perdere la speranza, qualcuno convinto che una cura per il proprio figlio sia possibile e altri forse più realisti, che capiscono la situazione attuale e che stanno invece lottando per quei genitori che dovranno affrontare quello che è successo a loro e che non siano soli e soprattutto che abbiano l'assistenza sanitaria e sociale adeguata, cosa che non hanno avuto loro.Noi ci troviamo li in mezzo a genitori coraggiosi, tenaci e bambini che vivono il loro mondo con semplicità fregandosene di tutto quello che gira intorno, a pensarci bene chi è più malato? Raggiungiamo la sala per la cena, accerchiati da questi ragazzi incuriositi dal nostro strano abbigliamento e così ci uniamo a tavola tra il brusio generale, bambini che giocano e ottime portate, noi siamo seduti proprio al centro della sala e io mi guardo intorno, non notando niente di diverso che da una qualsiasi altra cena tra amici. I ragazzi però ci incalzano con le richieste per vedere e provare le moto e anche i genitori fanno pressioni, sicuramente erano più entusiasti loro che i figli, il problema però è che non avevamo le moto ma le macchine, il tempo avverso ci aveva fatto scegliere l'opzione più comoda e poi c'era la piccola Vittoria, non potevamo fare diversamente, ma uno dei genitori, un vecchio guzzista ci guarda con la sua mole da regbista e ci dice: “ Le nuove leve guardali la! Noi si andava anche con la neve!”.Che rabbia cazzo!!! Ha ragione e in quell'istante guardai Desmo e Alessio, senza dirsi niente avevamo già capito, mai più senza moto agli eventi!!!La serata trascorse tranquillamente, tra giochi e attori di teatro, nessuno si era più domandato delle moto ma a me mancava qualcosa, nel letto continuavo a pensarci e così la mattina dopo saltai in sella alla mia Tina e invece di andare allo Spring Breakin concessionaria con relativo run in compagnia del Firenze Chapter, decido di tornare a Pistoia.Qualche gocciolina scende dal cielo, ma non è un problema, sfreccio lungo la strada e in un attimo sono all'ingresso di Villa Cappugi, nessuno mi aspetta ma il sound delle mie Screaming Eagle attraggono l'attenzione come sempre, non sono i ragazzi a venirmi incontro perchè stanno giocando e quindi hanno meglio da fare, ma i genitori stessi, si avvicinano alla mia splendida bicilindrica e iniziano a farmi domande, a raccontare le loro avventure su due ruote e cosa gradita nessuno mi chiede quanto costi. Avevo già intuito che quel gruppo era composto da gente che non ha la mente rinchiusa in una scatoletta. Iniziano ad uscire anche i bambini, mi riconoscono e mi salutano ognuno a loro modo, chi con un semplice ciao, chi con un bacio e chi come la Bianca mi si aggrappa al collo senza lasciarmi più. Ma il più curioso di tutti è un ragazzone di duemetri, Davide, mi guarda e guarda la moto, si avvicina ma non tocca, mi riguarda e capisco che vorrebbe chiedermi qualcosa ma non trova le parole o il coraggio di farmi una domanda azzardata, anche lui come gli altri ha la sindrome di Dravet e quindi per la società un “Diverso”. Ma nel mondo in cui si trova ha avuto l'accuratezza e l'intelligenza di non prendere iniziative che probabilmente mi avrebbero infastidito, a differenza di tanti “normali” che invece toccano, sgasano a moto spenta o ci salgono sopra per una foto, mentre ti trovi nel bar accanto a berti un caffè. Comunque Davide rompe gli indugi e avvicinandomi mi chiede se può salirci, detto fatto parcheggio Bianca che scoppia in lacrime e con Davide e uforico ci avviciniamo alla Tina, prima di salire facciamo un breafing, o meglio lui inizia a chinarsi e michiede cosa fossero i coperchi o le leve che vede, mi sembra di vedere Valentino prima delle gare, nella mia ignoranza meccanica cerco di spiegare ma giunge l'ora di salire a cavallo, è emozionato lo vedo e lo sento, ma voglio esagerare e così giro lac hiave del quadro, tutte le luci si accendono come per incanto e strani brusii elettronici riempiono quell'istante, tutto tace e un paio di spie si spengono, la Tina è pronta a scatenare l'inferno, faccio vedere il bottone start a Davide, immediatamenteci mette il dito, un colpo a vuoto dell'accensione, succede, al secondo tentativo le Screaming Eagle esplodono in un fragoroso, dolcissimo, impetuoso tuono, Davide quasi si impaurisce, ma è un attimo che subito mette la mano dalle dita lunghe sulla manopola di Durango Colorado e comincia a dare gas diffondendo nell'aria una musica meravigliosa, ha un sorriso a 180 denti mentre tutti gli altri sono a debita distanza per la paura, andiamo avanti fino a quando la madre e lo staff non ci fannoc enno che può bastare così, peccato perchè ci divertivamo. Giunta l'ora di pranzo devo lasciare la comitiva ero contento di aver mantenuto la promessa anche se con una notte di ritardo, col cuore gonfio di gioia saluto tutti compreso Davide che mi rivolge un pollice dritto lungo 10 centimetri, da vero biker. Imbocco la strada che costeggia la caserma adesso direzione Firenze, lo Spring Break non è ancora terminato e rincontrare dopo un bel po' di tempo gli amici del Chapter avrebbe concluso la giornata nel modo migliore. Ma ancora non era finita, perchè la sera vado a trovare Gabriele che purtroppo non ha potuto partecipare alla festa che sua madre aveva organizzato con tanta cura e precisione, il suo weekand era trascorso tra febbre e gravi crisi epilettiche, è sdraiato sul divano, ma quando mi vede si dimena per alzarsi, sembra uno zombie ma ce la fa e si siede accanto a me, con il suo ipad si fa gli affari suoi ma mi vuole stare vicino, due occhi gialli su sfondo di pelo nero mi fissano, un balzo ed è sdraiato sul mio braccio sinistro con le zampe sul collo, Mao gatto geloso! Andreea mi guarda rassegnata e si siede da sola sul lato opposto del divano, due minuti dopo la testa di Gabry si appoggia sulla mia spalla destra e subito dopo quella di Mao su quella sinistra e accende il suo motorino di fusa, sono accerchiato. La Luna può anche eclissare il Sole, essere funesta o portatrice di oscuri presagi, ma non questa volta, perchè l'eclissi è coincisa con la nascita della Luna nuova e quindi tutto cambia, si dice che sia l'antidoto alle disgrazie annunciate e quindi simbolo di rinascita e cambiamenti positivi, io ne ho le prove perchè ho vissuto un week and emozionante, fatto di gente coraggiosa che lotta per un mondo migliore, forse saranno proprio questo pugno di persone a cambiare le sorti di questa malata società, fatta di intrighi, ignoranza e invidie inutili, non costruttive per un paese migliore.

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