IL GIGANTE DI FERRO (1999)

Una creatura gigantesca piomba misteriosamente sulla Terra, non si ricorda chi sia. Un bambino Hogarth Hughes, tra le pagine dei fumetti sogna un amico con cui condividere mille avventure. Il destino fece incontrare quel piccolo umano con quel gigante impaurito e perso. Hogarth capì che i veri eroi non si trovano nelle pagine dei fumetti, ma nella realtà e il suo era davanti ai suoi occhi o meglio, qualche metro sopra i suoi occhi. Quell’eroe che era anche il suo miglior amico. Un gigante che non voleva essere un’arma, ma semplicemente Superman! Da dove è nato tutto: Era il 1968 quando lo scrittore Ted Hughes dava alla luce il libro di fantascienza per ragazzi “The Iron Man” in italiano “L’uomo di ferro” con protagonista un misterioso uomo di ferro piombato sulla Terra in una piccola località agricola e grazie a un ragazzino di nome Hogarth riuscirà a integrarsi con la comunità tanto da allearsi con gli umani contro una minaccia aliena. Lo scrittore scriverà tutto questo dopo la morte di sua moglie, la poetessa Sylvia Plath (avvenuta nel 1963), dedicando il romanzo ai suoi tre figli per confortarli dopo la morte della loro madre. Hughes ammetterà che il romanzo lo aiutò a superare quella perdita. Anni dopo una copia del romanzo arrivò nelle mani di Brad Bird che fu colpito e catturato dalla rassomiglianza e vicinanza del libro nei confronti della sua vita e di quello stesso dolore che provava nell’aver perso per sempre sua sorella Susan, uccisa anni prima da un colpo d’arma da fuoco da parte di suo marito. Sarà proprio il libro, scritto da Ted Hughes, la cura a quel dolore, ammettendo anni dopo di essere rimasto affascinato dall’aspetto curativo del libro.  Grazie a esso riuscì a superare il dolore per la morte della sorella. Nel 1999 decise di fare di quella storia un film d’animazione appoggiandosi non ai colossi dell’animazione di quel periodo, ovvero la Disney e la rivale Dreamworks, ma alla terza incomodo la Warner Brothers decidendo che non sarebbe stato né un film live action né un film d’animazione cantato in stile Disney, ma che si sarebbe tenuto fedele ai testi del libro ambientando la storia nel 1957 periodo della Guerra Fredda dove la paura per tutto ciò che è straniero, sconosciuto e ⃰⃰alieno ( ⃰⃰ influenza di Steven Spielberg) invade le menti della gente tanto da diventare un’ossessione. Cosa ci insegna: Tempo fa mi è capitato di vedere un video su You Tube dove spiegavano che la domanda alla base del film è se l’arma avesse un’anima. Questa è la domanda principale alla base del film, ma io non mi sento di darvi la risposta perché è giusto che ognuno la trovi all’interno del film. A mio parere non esiste un’unica risposta a questo quesito, ognuno di noi in base al suo vissuto può vedere la risposta a modo suo. Su ciò che ci insegna credo siate tutti d’accordo…Tutti siamo destinati a morire, non è sbagliato morire, fa parte della vita, ma colui che prova dei sentimenti e si preoccupa per gli altri significa che ha un’anima, e le anime fanno parte di tutte le creature buone. Quando una creatura muore l’anima non muore mai, perché è eterna. Se viene definita un’arma non importa perché non sono gli altri a definirci per chi siamo o cosa dobbiamo essere, siamo noi a scegliere chi e cosa vogliamo essere, citando il film “tu sei chi scegli e cerchi di essere” eciò che facciamo in vita riecheggerà per l’eternità” lo so ho appena citato “Il gladiatore” ma non ci poteva essere frase più azzeccata di questa per descrivere il film, lascio a voi scoprire il perché. Perché lo consiglio: Il motivo per cui lo consiglio è molto semplice. Quando dovevo pensare cosa consigliare a marzo mi era venuto in mente che tra i film d’animazione candidati agli Oscar 2025 c’era “Il robot selvaggio” non lo potevo consigliare per il semplice motivo che non l’ho visto, ma rimanendo sul tema mi è subito venuto in mente “Il gigante di ferro” visto che il protagonista assomiglia moltissimo a un robot anche se non viene mai definito tale. Mi è sembrato giusto portarvi a conoscenza di questa chicca dell’animazione divenuta col tempo un piccolo cult. Se vi è piaciuto “Il gigante di ferro” vi consiglio di guardare o riguardare gli altri due film diretti da Brad Bird ovvero “Gli incredibili” (2004) dove i supereroi sono al centro della storia e “Ratatouille” (2007) dove nella grande Parigi un topo sogna di diventare un grande chef. Buona visione!